Month: gennaio 2017

Le istituzioni italiane ed il gioco d’azzardo

gioco e istituzioni

Non si sa se per quello che il nostro Paese sta passando da anni a livello di crisi economica, dalla quale non si riesce ad uscire nonostante il susseguirsi di diversi Governi, oppure perché il popolo italiano è un popolo che non ha fiducia nei suoi rappresentanti, oppure perché ancora i media a volte fanno campagne “sotterranee” contro questo o quel settore per tornaconti che non si vogliono approfondire, ma il risultato è indubbiamente sempre quello: mancanza quasi assoluta di fiducia nelle istituzioni.

Ma istituzioni a tutti i livelli, ovviamente. Chi ama il mondo del gioco ed il gioco della roulette fa riferimento all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che organizza tutto il suo mondo nelle varie sfaccettature e nelle varie incombenze, come all’Osservatorio per contrastare il gioco problematico. Nello stesso Osservatorio era stata contestata la presenza appunto dei Monopoli che era stata criticata sulla base di una sorta di un “evidente conflitto di interessi”, invece che ritenere alquanto utile l’esperienza del regolatore in materia di gioco. Questo per discutere sulle politiche di tutela per la salute del giocatore e sulla prevenzione all’abuso del gioco come avviene, peraltro, nel resto dell’Europa e quasi in tutto il Mondo: ma qui siamo in Italia e tutto sembra essere più “contorto” e complicato che in altri Paesi.

La mancanza di fiducia in Italia non è soltanto nelle istituzioni, ma si riflette anche a livello generale: per questo basterebbe ricordare le leggi ed i vari provvedimenti presi nei confronti degli operatori del gioco che evidenziano, senza ombra di dubbio, una specie di ossessione, dovuta proprio ad un’evidente mancanza di fiducia nello stesso operatore… per principio.

Anche se, come detto, questo stesso operatore è stato ritenuto “meritevole” di fiducia per definizione, essendogli stata affidata una concessione di Stato e, cioè, autorizzandolo ad operare per conto dello stesso Stato, seppur concessione ben “lautamente pagata”. E questa mancanza di fiducia ha portato, purtroppo, ad una proliferazione (che ancora non è finita e chissà se finirà mai) di norme, prassi e sistemi di controllo che hanno contribuito a bloccare il movimento di tutto il settore del gioco d’azzardo pubblico, portandolo quasi alla “fine dei giochi”.

Uno tra i tanti: l’impianto di omologazione delle piattaforme videolottery, e rispettivi giochi compresi i casino online con postepay, che differisce da tutto gli altri sistemi attivi nel resto del Pianeta, proprio per la sua gestione ed il controllo, che in Italia si è voluto centralizzare in tutti i modi e mettere nelle mani dello Stato, mentre negli altri Paesi esistono alternative più snelle ma ad alto livello di efficienza.

Forse questo almeno cambierà, od almeno sembra, ma anche qui si è in attesa del “dictat” del Governo con l’approvazione di qualche provvedimento. Che dire, il nostro modello di gioco sulla carta è il migliore, ma in realtà per gli operatori scricchiola alquanto… Si sta aspettando con ansia la ripresa dei lavori in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali per vedere se qualcosa di nuovo può concretizzarsi a breve per il settore ludico che ha riposto in questo evento tutte le sue speranze di sopravvivenza, di futuro, di programmi, di investimenti. Non è abbastanza? Si vedrà se tutto questo sarà preso in considerazione oppure se, come sempre, bisognerà solo aspettare… ancora!!